Portogruaro. Il Bardo siamo noi. Immigrati e italiani davanti al Museo Nazionale Concordiese di Portogruaro

Tra il Museo del Bardo di Tunisi, dove i terroristi dell’Isis hanno ucciso inermi turisti, ed il Museo Nazionale Concordiese di Portogruaro da oggi corre un filo comune in più.

Il primo è quello storico e culturale. In entrambi i musei (inaugurati alla fine dell’800 a distanza di pochi anni l’uno dall’altro) sono esposte collezioni ed opere d’arte appartenenti alle stesse civiltà e culture: quella dell’Impero Romano ed il periodo paleo-cristiano.

Il secondo filo è quello della condanna del terrorismo fondamentalista, della solidarietà con le vittime e le loro famiglie e della aspirazione alla pace e al rispetto per tutte le fede, un filo che è stato teso oggi con la manifestazione promossa dalle associazioni degli immigrati locali, ed in particolare quelle islamiche proprio davanti al Museo portogruarese.

“E’ la nostra risposta, simbolica, all’attentato al Bardo” sottolineano gli organizzatori come Bouchaib Tanji, presidente della Federazione Islamica del Veneto, che hanno portato in poche ore una cinquantina tra immigrati provenienti da diversi paesi, tutti di tradizione islamica (Marocco, Senegal, Bosnia) e cittadini italiani a formare una catena umana dove spiccavano cartelli di solidarietà con la Tunisia, le famiglie delle 4 vittime italiane, la condanna del terrorismo che colpisce come un virus giovani di diverse nazionalità facendoli diventare degli assassini.

Il Museo Nazionale Concordiese di Portogruaro, come gli scavi archeologici della vicina Concordia, sono stati oggetto di visite di gruppo promosse dalla Associazione Immigrati della Venezia Orientale onlus nell’ambito dei progetti culturali “I colori del Leone”.

 

 

Portogruaro: in cento in piazza per la pace e la libertà in Ucraina

Grande partecipazione alla manifestazione promossa dall’associazione culturale ucraina Roksolana per la pace e la libertà in Ucraina che si è svolta oggi pomeriggio Portogruaro.

A distanza di un anno (21 febbraio 2014) dalla fuga dell’ex presidente Janukovyc avvenuta dopo quattro mesi di proteste popolari con epicentro la piazza principale di Kiev, Majdán Nezaléžnosti (piazza Indipendenza) un centinaio di ucraini, in grandissima parte donne, provenienti anche dai Comuni vicini di San Stino di Livenza, Concordia Sagittaria, Fossalta di Portogruaro, Latisana e Treviso, si sono ritrovati nella sala consiliare del Comune di Portogruaro per chiedere pace e libertà per il proprio Paese.

Numerosi gli interventi di sostegno alla iniziativa tra cui quelli dei presidenti delle associazioni Assalam, Tanji Bouchaib “dobbiamo crescere i nostri figli nella pace”, Kosova, Sami Binakaj, “sappiamo cosa sia la guerra e quindi la pace prima arriva meglio è) dell’on Sara Moretto (l’Italia è per una soluzione politica e diplomatica, non armata, del conflitto).

Due le testimonianze che hanno emozionato il pubblico: quella di Galia Nazaruk sui giorni di Piazza Maidan e quella di Marina Sorina, scrittrice ucraina, di famiglia ebrea e di madrelingua russa a testimonianza della multietnicità e multiculturalità che ha, da sempre, caratterizzato questo Paese e sul travisamento dei fatti operata dall’informazione controllata da Putin.

Il presidente di Roksolana, Andry Galyarnyk, ha ricordato l’impegno assunto dagli immigrati ucraini in Italia per la raccolta di medicinali e coperte da inviare al circa milione di profughi fuggiti dalle regioni al confine con la Russia dove si sono stati gli scontri più violenti con i miliziani filo-Putin. Un appello subito raccolto dal sindaco di Annone Veneto, Ada Toffolon, che ha donato coperte e medicinali.

Il sindaco Antonio Bertoncello che ha espresso la vicinanza delle Amministrazioni locali del Portogruarese al popolo ucraino ed il pieno sostegno al difficile tentativo di pacificazione e per il rispetto delle regole internazionali in corso in Ucraina dopo l’accordo di Minsk.

Al termine dell’incontro in Municipio i partecipanti hanno organizzato un corteo che, tra canti popolari ucraini e slogan per la pace si è concluso presso la chiesetta della Annunciazione dove si è pregato. Alla iniziativa sono arrivate le adesioni e la partecipazione dei Comuni di Portogruaro, Annone Veneto, San Stino di Livenza, Teglio Veneto, Concordia Sagittaria e San Michele al Tagliamento.

Le foto della manifestazione saranno pubblicate nella nostra pagina di Facebook nei prossimi giorni .

Festa del Kosovo: targa al merito a Muhamet Pozhari

E’ stato l’ospite principale della serata di festa organizzata dall’associazione Kosova di Portogruaro in occasione del settimo anniversario della proclamazione dell’indipendenza del Kosovo. Lui è Muhamet Pozhari, immigrato provenienti da Gjakova (Giacovizza, in italiano) cittadina situata al confine con l’Albania e autore di un atto di coraggio e solidarietà che ha avuto la prima pagina di tutti i giornali e telegiornali del Veneto: il primo gennaio si è tuffato nelle acque del canale dei Tolentini a Venezia per salvare una persona (un veneziano) cadutavi accidentalmente. Un gesto che gli è valso un permesso di soggiorno straordinario non essendone in possesso.

A Muhamet, commosso e felice di stare insieme ai suoi compatrioti, la comunità kosovara, tramite il Presidente di Kosova, Sami Binakaj, ha consegnato una semplice targa di ringraziamento “Per il coraggio e la generosità dimostrati nel tentativo di salvare la vita ad una persona sconosciuta a Venezia il 1 gennaio 2015.Un gesto che onora tutta la nostra comunità ed il nostro Paese”.

Alla festa, che si è svolta presso il ristorante Al Gallo Nero di Concordia Sagittaria sono intervenuti anche il Sindaco di Portogruaro, Antonio Bertoncello, e di Concordia Sagittaria, Claudio Odorico con il Vicesindaco Erica Chienellato . Tra i presenti alla iniziativa la comunità kosovara ha riservato molti applausi a don Gino Doro, parroco di Lison-Pradipozzo, che aveva dato ospitalità alle precedenti edizioni della festa.

 Le foto della festa saranno pubblicate prossimamente nella nostra pagina di Facebook

 

Portogruaro 21 febbraio 2015

Festa del Kosovo a Concordia Sagittaria

In occasione del settimo anniversario della proclamazione dell’indipendenza del Kosovo (17 febbraio 2008) la comunità degli immigrati kosovari del Portogruarese ha organizzato, anche per quest’anno una festa sociale.

L’iniziativa si svolgerà sabato 21 febbraio prossimo presso il ristorante Al Gallo Nero di Concordia Sagittaria con inizio alle ore 18.00.

Il programma prevede la cena sociale seguita da musiche, canti e balli della tradizione popolare kosovara.

E’ prevista la presenza ed il saluto del sindaco di Concordia Sagittaria, Claudio Odorico, e del sindaco di Portogruaro, Antonio Bertoncello.

Ospite d’onore della manifestazione Muhamet Pozhari, il venticinquenne operaio kosovaro, originario di Gjakova (Giacovizza, vicino al confine con l’Albania) che il primo gennaio di quest’anno non esitò a tuffarsi nelle gelide acque del Rio Tolentini a Venezia per tentare di salvare un  veneziano che, scivolando, vi era caduto dentro.

Muhamet, oltre a mettere a repentaglio la propria la vita, tuffandosi aveva rischiato anche l’espulsione dall’Italia in quanto sprovvisto di permesso di soggiorno che gli è stato poi assegnato dal Prefetto di Venezia per il valore del gesto compiuto.

“Per tutti noi kosovari- dice Sami Binakay, presidente dell’Associazione Kosova – Muhamet è un connazionale di cui andiamo fieri, un esempio per quello che ha fatto e gli siamo riconoscenti per aver dato onore al nostro popolo. Per questo sarà l’invitato speciale alla nostra festa così come lo sono stati, negli anni scorsi, i nostri connazionali che sono donatori del sangue con l’AVIS”.

 

“Non nel mio nome”. Musulmani e non, uniti nella condanna del terrorismo fondamentalista a Portogruaro

Notinmyname, Non nel mio nome. E’ la frase, mutuata dai giovani musulmani europei, con cui gli oltre 250 partecipanti alla manifestazione “Islam è pace” hanno espresso ieri sera in Municipio a Portogruaro la loro totale condanna “senza se e senza ma” del terrorismo fondamentalista e la solidarietà con tutte le vittime dei loro atti criminali: da Parigi alla Nigeria.

L’iniziativa promossa da AMVO onlus e dalle associazioni culturali islamiche Assalam di Annone Veneto e Spinea e Kosovo di Fossalta di Portogruaro, ha riscontrato l’adesione, oltre che del Comune di Portogruaro, anche delle amministrazioni comunali di Annone Veneto, Pramaggiore, Concordia Sagittaria, Fossalta di Portogruaro, San Stino di Livenza, San Michele al Tagliamento e Teglio Veneto rappresentate dal sindaco o da un assessore, tutti con la fascia tricolore. Adesioni sono arrivate poi da ANPI, Porto dei Benandanti, Scout Agesci, Comitato per la Pace, Università della Terza Età, Spi Cgil, Cisl Anolf, Centro Culturale Islamico di Pordenone, Assalam di Spinea, Ambasciatori del Mediterraneo. Tutti hanno accolto l’appello lanciato subito dopo i tragici fatti di Parigi per respingere “ogni tentativo di giustificare queste azioni indegne e sanguinose usando le parole del Profeta e il Corano: l’Islam” perché l’Islam “è religione di pace, di rispetto e di benevolenza verso di tutti, compresi coloro che professano fedi ed idee diverse”.

Nel corso della manifestazione sono intervenuti il sindaco di Portogruaro, Antonio Bertoncello, Muhamet Cirkoli, Bouchaib Tanji (anche per conto della Federazione Islamica del Veneto), Don Orioldo Marson, Dyane Massaer, Ahmed Madhi (che ha recitato la preghiera islamica “l’Aprente” per le vittime), Hajar Tanji e la undicenne Lina Chaibi con “Libertà e Rispetto” un disegno raffigurante l’idea di dell’unità nella diversità. Un tema toccato anche dal dott. Amos Luzzato in un messaggio di testimonianza inviato agli organizzatori dove, il già presidente delle Comunità Ebraiche Italiane, ha sottolineato come “nella grande famiglia umana debba prevalere una volontà su tutte le altre: quella di saper vivere insieme”.

L’iniziativa è stata conclusa dal prof. Zidane El Amrani, docente all’Università di Padova e Segretario nazionale della Confederazione Islamica Italiana “Quando ero bambino mia madre che faceva l’infermiera- ha raccontato- obbligava me e i miei dodici fratelli a non giocare nel giorno di venerdì e di sabato. Ho capito il perché solo quando sono cresciuto: non dovevamo disturbare i nostri vicini ebrei che rispettavano lo Shabbat”. Un esempio di come, nella quotidianità, si possa vivere insieme pur avendo fedi e convinzioni diverse: la formula della convivenza pacifica che insegna il “Nobile Corano” che El Amrani ha sviluppato nel suo intervento più volte interrotto dai calorosi applausi di tutta la sala.

Messaggio del dott. Amos Luzzato

A.Luzzatto_Contro il razzismo

Intervento di Bouchaib Tanji

Islam è pace_intervento Tanji

intervento di Lina Chaibi e disegno Libertà e Rispetto

intervento Hajar

 

tutte le foto della manifestazione su https://www.facebook.com/pages/Noi-Migranti/436422819745057

Portogruaro. XIII festa migranti: per la pace bisogna saper guardare oltre

(Galleria fotografica su https://www.facebook.com/pages/Noi-Migranti/436422819745057) Nessuno meglio di un emigrante può comprendere che la pace è possibile, ovunque. E’ questo il presupposto che ha guidato l’associazione Migranti della Venezia Orientale nella preparazione della 13^ edizione della Festa dei Migranti che si è svolta stamattina a Portogruaro (Palestra Stadio Mecchia). Ricordando i cento anni dello scoppio della Grande Guerra (discorso allegato) che terminò realmente dopo trenta anni, nel 1945, dopo un’altra guerra mondiale ancora più sanguinosa, l’Associazione ha sottolineato che la pace si è consolidata solo in quella parte dell’Europa che si è unificata e che ha saputo vedere ed andare oltre i conflitti. Il segreto della pace è dunque il sapere andare oltre e gli emigrati sono persone che hanno già cominciato ad andare, a guardare e a vivere oltre. Ecco perché possono capire meglio capire il valore della pace. E sulla pace hanno testimoniato Bouchaib Tanji, presidente del Centro Islamico Assalam di Annone Veneto (discorso allegato), Andry Galyarniyk (discorso allegato) per l’associazione ucraina Roksolana e Nuric Zijad di Sahat Kula in rappresentanza degli immigrati bosniaci “la parola guerra dovrebbe essere cancellata dai vocabolari”. Sul palco ad alternarsi con canti e musiche sul tema il Coro del Bertolini diretto dal Maestro Michele Bravin ed accompagnato dal Maestro Fabrizio Della Bianca, il coro Roksolana accompagnato alla fisarmonica da Viktor, la cantante russa Nadezda Lyamica (Glafira) e il trio balcanico composto da Nejla e Nijaz Delic e Jaksic Zoran. Le Targhe Extra sono state consegnate a sei immigrati volontari AVIS: Ahmed Ihab Adelaim (Egitto), Sergey Gutin (Ucraina), Zajda Asan (Macedonia), Dajana Trivic (Bosnia), Fatima El Azifi (Marocco) e Tamara Dogolov (Moldavia). L’Inno nazionale italiano, Fratelli d’Italia, eseguito dal Coro del Bertolini ha aperto e chiuso la manifestazione durante la quale sono intervenuti il sindaco di Portogruaro, Antonio Bertoncello e il dirigente del Bertolini; Sandro Supino, è stata presentata dalla applauditissima Lina Chaibi.

I doni di Babbo Natale e il Cuscus delle donne di Assalam e la esperta cucina di Fatima hanno concluso la bella e partecipata mattinata.

 

Portogruaro. Roksolana celebra gli anniversari di Maidan

L’associazione culturale ucraina Roksolana ha organizzato, sabato 6 dicembre, un incontro per celebrare i due anniversari di Maidan (Piazza) Indipendenza. La piazza principale di Kiev, la capitale, è stato infatti il luogo delle due rivoluzioni che hanno cambiato negli ultimi anni la storia del paese: nel 2004 la cosiddetta Rivoluzione Arancione e, lo scorso anno, quella filo- europeista  (Europiazza).

Con canti, poesie, racconti ed immagini sono state ripercorse le speranze e le tragedie che hanno accompagnato la storia recente di questo Paese: dalla partecipazione alla Grande Guerra (combattuta con gli Austro-Ungarici) ai drammi della Seconda Guerra Mondiale (dopo una prima alleanza con la Germania in funzione indipendentista, gli ucraini organizzarono una dura lotta partigiana contro i nazisti), poi la repressione durante il regime stalinista (i milioni di morti di fame con Holodomor) allo sfaldamento dell’URSS fino alla dichiarazione di indipendenza nel 1991 e i successivi tentativi di costruire un Paese democratico e non soggetto al controllo di Mosca.

Grande la commozione tra i partecipanti quando, in un video, si sono ricordati i 100 morti negli scontri durante i due mesi (novembre e dicembre 2013) di occupazione di Maidan e preoccupazione per il conflitto ancora in corso lungo i confini orientali del Paese occupato dai militari russi e dalla milizie filo Putin. Nonostante la drammaticità dei fatti è stato accolto positivamente da tutti i presenti l’appello dell’Associazione Migranti della Venezia Orientale affinché domenica prossima, in occasione della Tredicesima edizione della Festa dei Migranti dedicata alla pace, il coro Roksolana canti assieme agli artisti russi per dare un segnale di fratellanza tra quei popoli che sono convissuti assieme per anni e che si vorrebbero invece oggi dividere e contrapporre per interessi di potere.

 Le foto sono pubblicate da lunedì 9 dicembre sulla pagina d Facebook

Per la pace la XIII edizione della Festa dei Migranti a Portogruaro

La pace è la nostra bandiera. E’ il titolo che le associazioni degli immigrati e il Comune di Portogruaro hanno voluto dare alla XIII edizione della Festa dei Migranti che si svolgerà domenica 14 dicembre a Portogruaro presso la Palestra Mecchia (10.30-12.00). Storiche ed attuali le motivazioni del titolo. Quelle storiche sono legate alle celebrazioni del centenario della Prima Guerra Mondiale, la Grande Guerra. Quelle attuali considerano le parole di Papa Francesco pronunciate nella sua visita a Fogliano e Redipuglia “forse si può parlare di una terza guerra combattuta ‘a pezzi’, con crimini, massacri, distruzioni”.

“Vogliamo ricordare che cento anni fa gran parte dei nonni e dei bisnonni delle persone di tutte le nazionalità che oggi convivono nel nostro territorio combatterono gli uni contro gli altri. La “inutile strage” portò solo milioni di morti e feriti e grandi distruzioni in Europa, in Asia, in Africa e nelle Americhe. Anche in Italia, sulle due sponde del Piave, combatterono e morirono giovani provenienti da tutti i Continenti”. Il messaggio della festa agli italiani e agli immigrati di oggi è che con la guerra non si costruisce nulla perché “il suo piano di sviluppo è la distruzione”.

Il programma della festa è quindi tutto collegato a questo tema. Dopo gli interventi delle Autorità, il coro multietnico dell’Istituto Bertolini, diretto dal Maestro Michele Bravin con l’accompagnamento al piano del Maestro Fabrizio Della Bianca, eseguirà canti della guerra e della pace. E così anche il coro ucraino Roksolana con la cantante russa Glafira.

I rappresentati dell’associazione islamica Assalam (Pace) leggeranno e commenteranno alcuni versetti del Corano dove si condanna la guerra e l’odio. Una chiara condanna dei terroristi che si nascondono sotto il nome dell’Islam infangando questa religione che ama la pace.

Anche quest’anno saranno consegnate le Targhe Extra ad alcuni cittadini immigrati donatori del sangue con l’AVIS. Il gran finale è affidato al gruppo dei percussionisti dell’Istituto Bertolini diretto dal Maestro Francesco Bardelle. Dopo l’Inno Fratelli d’Italia il Babbo Natale con i doni per i bambini e una degustazione di cuscus preparato dal Gruppo Donne di Assalam

 

Portogruaro. Donne e Islam: contro i pregiudizi, per eliminare la violenza sulle donne

Hanno riempito l’Aula Magna della Scuola Bertolini, donne musulmane ma anche di altre fedi e laiche. L’incontro su Donne e Islam che si è svolto sabato pomeriggio a Portogruaro, ha avuto una partecipazione insperata per gli stessi organizzatori, il Gruppo Donne di Assalam e Amvo onlus.

Dopo i saluti di Maria Teresa Ret, assessora alle Pari Opportunità del Comune di Portogruaro e del Presidente di Assalam, Bouchaib Tanji (provengo da un paese, il Marocco, a maggioranza musulmana ma che conta numerose chiese cattoliche e le sinagoghe sono patrimonio tutelato dallo Stato) , il tema è stato introdotto da due relazioni che hanno approfondito gli aspetti della religione musulmana che riguardano direttamente le donne: il loro ruolo nell’Islam, la poligamia e l’usanza del velo (hijab).

L’iniziativa è stata realizzata nell’ambito del programma “Portogruaro per le donne”, quale contributo alla Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne.

Il Gruppo Donne Assalam aveva rivolto nei giorni scorsi un appello alle “donne che vogliono conoscere e capire” invitandole ad un confronto perché “è idea diffusa che la nostra religione ci consideri come esseri inferiori, subordinate all’uomo. C’è infatti chi cerca di interpretare la parola del Profeta per argomentare la sopraffazione contro le donne, la limitazione delle loro libertà personali, la cancellazione dei loro diritti fondamentali quali persona umana. L’Islam però, non è questo. L’Islam è rispetto, amore e vicinanza con tutti gli esseri umani, a partire dalle persone più deboli”.

Nel portogruarese, come nel resto del Veneto, i fedeli dell’Islam sono la seconda comunità di credenti. Pur nella diversità della pratica religiosa sono musulmani gran parte dei cittadini provenienti dai Paesi africani (da quelli lungo il Mediterraneo fino al Senegal e Burkina Faso), dai Balcani (Albania, Kosovo, Bosnia, Macedonia) e da alcuni paesi asiatici come il Bangladesh.

L’incontro si è concluso con un commosso ricordo di Sanaa Dafani, la ragazza marocchina 18enne uccisa nel 2009 dal padre con una coltellata alla gola. Una delle tante donne vittime della violenza maschile.

 

San Stino di Livenza: le donne immigrate con Andos

Sabato 8 novembre scorso si è svolto presso il municipio di San Stino di Livenza  un incontro tra le donne immigrate e Andos, Associazione Donne Operate al Seno di Portogruaro. L’iniziativa rientra nell’ambito del progetto “Prevenzione e salute, beni comuni” promosso dalla Associazione Migranti della Venezia Orientale onlus e sostenuto dalla Fondazione Santo Stefano. L’assessora alla cultura, Rita Fanton ha portato il saluto dell’Amministrazione Comunale che ha patrocinato l’evento.  Nella sua presentazione dell’incontro la dott.ssa Giuliana Simonato, presidente di Andos, ha sottolineato l’importanza della prevenzione in materia di tumori che colpiscono in modo particolare gli immigrati provenienti dall’Est Europa. La lezione sulla prevenzione è stata poi gestita dalla dott.ssa Leila Gasparotto. La collaborazione tra Andos e Amvo onlus proseguirà con la organizzazione di altri incontri sul tema nei prossimi mesi.