Annone Veneto. La comunità islamica dona un presepio al sindaco

“Questo presepe è un dono simbolico con cui la nostra associazione intende esprimere i propri auguri di Buon Natale al sindaco e a tutti i cittadini di Annone Veneto”. Con queste parole Bouchaib Tanji, presidente del Centro Culturale Islamico Assalam (La Pace) ha consegnato oggi pomeriggio ad Ada Toffolon una Sacra Famiglia in abiti arabi come nella tradizione dei presepi.

La cerimonia si è svolta nella sede Municipale alla presenza della Giunta Comunale. Con Tanji una delegazione di musulmani di diverse nazionalità: italiani, marocchini e burkinabè.

L’iniziativa di Annone si accompagna al messaggio di auguri che le comunità islamiche del Veneto hanno mandato “a tutti gli uomini di buona volontà e specialmente ai fratelli cristiani” tramite le pagine dei quotidiani regionali. Tra i primi firmatari l’associazione Assalam e la Federazione Islamica del Veneto presieduta dallo stesso Tanji che ha anche sottolineato come il giorno scelto per donare il presepio non sia causale: oggi i musulmani ricordano la nascita del Profeta Muhammad (in italiano Maometto).

Un messaggio e un dono che il sindaco ha fatto proprio sottolineando come, tra i suoi molti significati, il presepe esprime anche il rispetto della fede degli altri, come spiega la sua origine. “Il primo – ha spiegato Toffolon riprendendo le storia del Santo di Assisi – fu infatti costruito da San Francesco, al suo ritorno ad Assisi dopo un viaggio in Palestina. Nel 1219, nel pieno del periodo delle Crociate, Francesco fu ricevuto dal sultano d’Egitto, il musulmano Malik al Kamil che lo accolse, lo ascoltò e gli diede il permesso di visitare i luoghi della vita di Gesù. Tra questi la grotta di Betlemme dove, secondo i Vangeli, è nato il Messia. Tornato ad Assisi, Francesco, in occasione del Natale la ricostruisce con gli animali”. Facendo riferimento al terrorismo fondamentalista il sindaco ha anche ribadito che “gli uomini di buona volontà sono quelli che operano per la pace”.

L’associazione Assalam ha anche fatto dono al sindaco alcuni libri sull’Islam. “Conoscerci meglio è l’unico modo per superare le divisioni e sentirci più vicini ” ha commentato l’imam Kamel Layhaci che ha concluso la breve ma intensa cerimonia facendo gli auguri a tutti i presenti.
Unanime il ringraziamento alla Associazione Migranti della Venezia Orientale da sempre impegnata nel sostegno al dialogo interreligioso e per la libera espressione delle diverse fedi.

Portogruaro: due giornata importanti per i migranti

Portogruaro: sono stati due giorni intensi per gli immigrati di Portogruaro, oltre 2.000 persone provenienti da 70 diversi Paesi del mondo.
Ieri, nel corso della Giornata della Solidarietà, l’Amministrazione Comunale di Portogruaro ha premiato il progetto di accoglienza ed integrazione dei Ragazzi della Palestra presentato da AMVO onlus assieme ad altre associazioni componenti i Comitato di Coordinamento dei volontari. Nel corso della cerimonia, che si è svolta nella Sala Consiliare del Palazzo Municipale, il Sindaco Maria Teresa Senatore ha annunciato la decisione di ricoscere il valore del progetto e l’erogazione di un contributo economico a sostegno dei costi di realizzazione. Alla iniziativa hanno partecipato anche i richiedenti asilo attualmente ospitati a Portogruaro.
Questa mattina invece le comunità degli immigrati di Portogruaro ed i loro rappresentati hanno affollato la stessa Sala Consiliare per il primo incontro ufficiale con la nuova amministrazione comunale. L’iniziativa, promossa dal Comune di Portogruaro in collaborazione con AMVO onlus e’ stata l’occasione per le reciproche presentazioni.
L’assessore Toffolo ha anticipato la volontà dell’Ammistrazione Comunale di organizzare per il prossimo 2 Giugno, Festa della Repubblica, una festa dedicata ai migranti.
I responsabili della Migranti onlus hanno illustrato l’attività svolta dalla fine agli anni ’90 ad oggi e in particolare l’impegno sul fronte della albetizzazione e dell’insegnamento della lingua italiana ai cittadini stranieri su cui ha svolto una breve relazione la prof. Pierina Secondin. Dopo i canti natalizi e di pace del coro ucraino Roksolana, i rappresentanti di Kosovo e Albania Sami Binakaj, del mondo islamico e del Marocco BouchaibTanji, dell’Ucraina Andriy Galyarnik, della repubblica di Moldova Galia Minchevici, del Mali Maimouna Cissè e uno dei richiedenti asilo hanno portato il saluto delle loro comunità e gli auguri di Buone Feste a tutti i presenti.
L’incontro si è concluso con le foto sotto l’albero di Natale di Piazza Repubblica e con dolci e the del Marocco preparati dalle donne dell’associazione Assalam.

le foto dell’evento sono su Facebook Noi-Migranti

Faccia a faccia con i profughi: incontro a San Stino di Livenza domenica 13 dicembre 2015

A San Stino di Livenza vivono e lavorano, ben integrati, oltre 1.400 cittadini stranieri, immigrati da quasi 60 diversi paesi del mondo appartenenti a tutti i continenti.
Alcuni di loro sono arrivati agli inizi degli anni ’90 come profughi, scappati dalle guerre della ex Jugoslavia. Un centinaio, le badanti, vive e dorme in casa con persone anziane o disabili.
La scorsa estate però, quando si è ventilato l’ipotesi (peraltro senza alcun fondamento) che anche a San Stino sarebbero arrivati i profughi del Mediterraneo, non pochi cittadini si sono spaventati.
“Eppure – commentano i volontari che si occupano di loro- queste persone non hanno nulla di diverso da tutti gli altri immigrati con i quali lavoriamo insieme, mandiamo i figli a scuola, e a cui facciamo assistere i nostri anziani. Provengono dalle stesse nazioni, addirittura dalle stesse regioni e città. Il fatto è che questa volta si è scatenata una campagna mediatica che li ha dipinti come invasori, approfittatori e delinquenti”.
Dove però si è riusciti guardarsi in faccia, a conoscerci, tutto questo timore si è sciolto come neve al sole e, anzi, la solidarietà ha sopravanzato il pregiudizio. Come è stato a Portogruaro con i cd Ragazzi della Palestra, diventati un caso nazionale di buona accoglienza.
Nella Sala Consigliare del Municipio saranno alcuni di questi stessi profughi e volontari a raccontare le loro storie personali e collettive e a rispondere alle domande del pubblico con il supporto anche di testimonianze video e reportage.
“Invitiamo soprattutto ai sanstinesi che sono rimasti spaventati o preoccupati da questo fenomeno, anche se magari, non hanno mai visto in faccia un profugo, ad essere presenti. Questo incontro è dedicato soprattutto a loro, perché non è giusto che debbano vivere male per motivi inesistenti”.
Tra i testimoni anche il dottor Davide Furlanis, volontario della Croce Rossa Italiana, e per lunghi anni medico condotto a La Salute di Livenza.

Ritorno alla palestra: gli studenti del Luzzatto incontrano i profughi

E’ un incontro molto speciale quello che si svolgerà sabato prossimo, 12 dicembre, nell’Aula Magna dell’Istituto Luzzatto di Portogruaro: i rappresentanti di classe e gli studenti del corso socio-sanitario, in totale circa 160 studenti- si troveranno a tu per tu con i ragazzi profughi che nella scorsa estate furono ospiti nella palestra di Via della Resistenza.
L’iniziativa rientra un percorso di incontri con le comunità locali organizzato dal Comitato di Coordinamento del Volontariato (21 le associazione aderenti) finalizzati ad una corretta conoscenza del fenomeno del profugato e alla conoscenza diretta dei richiedenti asilo.
“Già negli incontri con l’Università della Terza Età di Portogruaro, con la cittadinanza di Annone Veneto e con gli studenti del Liceo Marco Belli, abbiamo avuto modo di constatare – sottolineano i responsabili del Comitato- che questi “faccia a faccia” sono molto utili per tutti coloro che vi partecipano perché, mettendo in primo piano la conoscenza diretta, la corretta informazione, permettono da una parte di superare pregiudizi e paure immotivate e dall’altra di favorire una maggiore volontà di integrazione e partecipazione”.
Quello del Luzzatto è però un incontro molto speciale: i ragazzi che frequentato l’Istituto Luzzatto come studenti non hanno finora mai avuto l’occasione di incontrarsi con quegli altri ragazzi (e tra questi numerosi quelli coetanei) che hanno invece “abitato” la palestra da luglio ai primi di settembre.
La formula dell’iniziativa è molto semplice: alcuni richiedenti asilo racconteranno la loro storia personale ed in particolare le vicende che li hanno spinti a tentare la traversata del Mediterraneo con i cosiddetti “barconi”. Ad integrare il loro racconto alcuni brevi video con interviste a lavoratori italiani immigrati in Libia e un reportage sull’Africa Sub-sahariana. Infine la testimonianza dei volontari della palestra ed in particolare del dott. Davide Furlanis, medico volontario della Croce Rossa Italiana di Portogruaro.

Portogruaro. Il terrorismo fondamentalista ignora il Corano ed è fuori dall’Islam

La Marsigliese, eseguita dal giovane tenore Fabian Falcomer (genitori francesi di origine italiana), ha dato avvio alla manifestazione organizzata dalle associazioni islamiche e dalle comunità marocchine del Veneto contro il terrorismo fondamentalista e di solidarietà alle vittime della strage di Parigi e di Bamako per le quali, Bouchaib Tanji, presidente della Federazione Islamica del Veneto ha recitato in arabo ed in italiano “l’Aprente” la prima preghiera del Corano.
Poi si sono succeduti gli interventi degli esponenti religiosi che si sono ritrovati tutti nella affermazione di Papa Francesco per cui utilizzare il nome di Dio per compiere atti di violenza è una bestemmia. Il rabbino capo della comunità ebraica di Venezia, Scialom Bahbout, che ha invitato i musulmani a fare terra bruciata attorno ai fondamentalisti citando il pastore luterano Niemoeller, grande oppositore di Hitler “Quando vennero gli ebrei e i neri, distolsi gli occhi…”. Molto applaudito dal pubblico – composto da musulmani e non che hanno riempito la sala del Municipio di Portogruaro- il senegalese Modou Diop “L’Islam è uno solo, ed è la religione di un dio misericordioso, compassionevole e di pace. Il fondamentalismo è il suo esatto contrario”. Per Don Davide Corba, Caritas diocesana “La religione non divide le famiglie, certamente le distingue, ma non contrappone e certamente non genera violenza. E’ compito nostro impedire che i terroristi riescano a mettere gli uni contro gli altri”. Un pensiero fatto proprio anche da Padre Igor Baranovschi della Chiesa Ortodossa Romena “Sappiamo che l’Islam, come tutte le religioni, è pace non violenza. I musulmani devono impegnarsi ancora di più”.
Ouidad Bakkali, assessore alla cultura del Comune di Ravenna, di famiglia marocchina, colpita da un grave lutto, ha inviato un suo contributo scritto che è stato letto da una giovane universitaria “Ero al Bar Carillon venerdì 13, in attesa che si liberasse un tavolo al Petit Cambodge. Sono cominciate le mitragliate, continue, infinite. Sono convinta che mai come ora bisogna usare le parole con delicatezza perché aggiungere paura dove già c’è panico significa sottrarre libertà.”
Onofrio Rota, segretario della Cisl, ha ribadito l’impegno del sindacato a sviluppare in Veneto il dialogo con il mondo musulmano “a cominciare dalle migliaia dei nostri iscritti che praticano questa fede e ha espresso il sostegno della sua organizzazione alla proposta di regolamentazione delle moschee presentata alla Regione dalla Federazione Islamica del Veneto”. Abdallah Kherzraji animatore del festival Italo- Marocchino che da alcuni anni si svolge nelle principali città del Veneto ha sostenuto la necessità che i musulmani arabi si riapproprino della loro storica cultura che il fondamentalista ha in odio. A conclusione della manifestazione Bouchaib Tanji ha invitato le famiglie musulmane a curare l’educazione dei figli, a far conoscere l’Islam come religione di amore e di solidarietà, aperta a tutti e lontana da ogni violenza. Anche le moschee devono tenere le porte spalancate”.

Scialom Bahbout
Ouidad Bakkali

Portogruaro. Je suis muslim, Je suis parisien

Le associazioni islamiche del Veneto rappresentate nella Federazione Islamica Regionale e il Comitato di Coordinamento delle associazione marocchine del Triveneto hanno promosso, in collaborazione con l’Associazione Migranti della Venezia Orientale e il Comune di Portogruaro , una manifestazione di condanna del fondamentalismo islamico e di solidarietà con le vittime degli attentati del 13 novembre.
La manifestazione “Je suis parisien, je suis musulman” si svolgerà sabato 21 novembre dalle ore 16.00 alle ore 18.00 presso la Sala Consigliare del Municipio di Portogruaro.
Nel corso della iniziativa prenderanno la parola: Don Davide Corba responsabile della Caritas per la Diocesi di Concordia Pordenone; Padre Igor Baranovschi Parrocchia San Saba di Portogruaro della Chiesa Ortodossa Romena; Ouidad Bakkali, nata in Marocco è oggi Assessore alla Cultura, Pubblica Istruzione e Infanzia del Comune di Ravenna; Onofrio Rota Segretario generale aggiunto Cisl Veneto, Abdallah Kherzraji Vice- presidente della Consulta Regionale del Veneto per l’Immigrazione; Modou Diop Presidente dei Coordinamento Cittadinanza Attiva di Treviso; Bouchaib Tanji Presidente Federazione Islamica Veneto. Il Rabbino Capo della Comunità di Venezia Dott. Scialom Bahboutla, in considerazione del sabato, invierà un proprio messaggio scritto.
“Le nostre associazioni – sottolinea Bouchaib Tanji, presidente della Federazione Islamica del Veneto – sono da sempre impegnante a contrastare il fondamentalismo che avvelena la nostra fede. Ancora di più da quando è diventato la base ideologica di organizzazioni criminali che tentano di giustificare così quelle azioni criminali e sanguinose con cui hanno posto o tentato di porre sotto il loro controllo alcuni paesi e dall’altra di imporre il terrore anche in Europa”.
Significativo l’intervento alla manifestazione di Ouidad Bakkali, originaria del Marocco e oggi assessore alla Cultura e Pubblica Istruzione a Ravenna dopo una esperienza come componente il Parlamento dei Giovani Europei. Il 13 novembre sera era a Parigi, seduta ad un tavolo del Bar Le Carillon di fronte al Petit Cambodge dove i terroristi hanno sparato raffiche di kalashnikov facendo 15 morti e 10 feriti gravissimi. Lei, gettatasi a terra, è rimasta incolume.
La città di Portogruaro è già stata sede di importanti mobilitazioni dei musulmani contro il terrorismo islamista: dalla manifestazione “Islam è pace” subito dopo gli attentati di Parigi del gennaio scorso a quella del 22 marzo “il Bardo siamo noi” svoltasi davanti al Museo Archeologico della città.
La Federazione Islamica del Veneto ha presentato (settembre 2014) al Presidente Zaia nel corso di un incontro a Palazzo Balbi una proposta dettagliata per la regolamentazione dell’attività dei centri culturali e delle moschee in Veneto. Scuola di formazione per gli imam, sermoni e attività sociale in internet, adesione alla Carta del valori, rendicontazione pubblica delle risorse, questi requisiti per ottenere un riconoscimento ufficiale.

Al Liceo Belli il bello dell’accoglienza

Sabato 21 novembre prossimo gli 80 allievi rappresentanti di classe del Liceo delle Scienze Umane Marco Belli di Portogruaro incontrano i Ragazzi della Palestra, così sono stati chiamati i 54 profughi richiedenti asilo che questa estate sono stati ospitati presso la palestra di un altro istituto scolastico cittadino, l’ISIS Luzzatto.
Un incontro organizzato in piena sintonia con il Belli proprio per le sue caratteristiche di scuola che si occupa delle scienze umane e quindi anche dei fenomeni delle immigrazioni e del profugato.
Si tratterà quindi di una lezione molto speciale, dove i “docenti” saranno sia alcuni dei ragazzi fuggiti dalla Libia in guerra, raccolti in mare dalla Marina Militare Italiana e quindi sbarcati nello scorso mese di luglio nei porti della Sicilia (Lampedusa e Pozzallo) che i volontari che hanno prestato loro assistenza nei circa due mesi di permanenza nella palestra.
Questo con il Belli è il primo degli incontri con le scuole superiori di Portogruaro che il Comitato dei volontari (costituito e sostenuto da 21 associazioni locali) si è prefisso di realizzare nei prossimi mesi per completare un programma di iniziative finalizzato ad una informazione diretta sulla realtà dei richiedenti asilo e su quello che accaduto in città durante l’estate.
Nelle scorse settimane si sono già svolti, con grande partecipazione di pubblico, incontri con l’Università della Terza Età di Portogruaro, con la cittadinanza di Portogruaro ed il Presidente della Commissione Parlamentare d’Inchiesta on. Gennaro Migliore e con la cittadinanza di Annone Veneto dove sono oggi ospitati 14 giovani bengalesi già presenti nella palestra del Luzzatto.
“L’incontro diretto, l’ascolto delle storie personali, il guardarsi in faccia – spiegano i responsabili del Comitato- scioglie ogni diffidenza e supera ogni pregiudizio. Sia i cittadini che i richiedenti asilo ne escono rasserenati e positivamente coinvolti: è il bello dell’accoglienza”.

Portogruaro. L’esperienza dei Ragazzi della Palestra all’UTE

Portogruaro. La vicenda dei Ragazzi della Palestra è stata oggetto di una speciale lezione della Università della Terza Età del Portogruarese che si è svolta mercoledì 21 ottobre presso la Sala del Caminetto della Villa Comunale. Ad introdurre il tema il professor Alessio Alessandrini, presidente UTE che ha esordito sottolineando che la città di Portogruaro non godeva di tanta attenzione da parte dei media nazionali dai tempi in cui aveva la squadra di calcio in serie B.

La vicenda dei Ragazzi della Palestra, i 54 profughi ospitati appunto nella palestra dell’Istituto Luzzatto e le decine di volontari che, organizzati in un Comitato di Coordinamento si sono impegnati (e lo sono ancora oggi) per garantire loro una accoglienza dignitosa. Portogruaro – ha proseguito il presidente – ne è uscita come una città dal volontariato attivo e solidale, capace di gestire una situazione di emergenza in modo positivo ed intelligente”.

Gli obiettivi che il Comitato (composto da 21 associazioni locali) si è dato fin dalla sua costituzione – è stato spiegato- sono stati due: il primo di aiutare i ragazzi arrivati dalla Libia, soccorsi in mare dalla Marina Militare Italiana e, dopo lo sbarco in Sicilia, inviati nei primi giorni di luglio a Portogruaro, l’altro di aiutare la comunità cittadina a superare paure e diffidenze prodotte da campagne di disinformazione strumentali. Bastava uno sguardo per capire che erano solo dei ragazzi, alcuni giovanissimi: stremati dalla traversata, spauriti e spaesati. Ben difficilmente avrebbe potuto rappresentare una minaccia per gli abitanti del luogo. Obiettivi che sono stati centrati in pieno anche grazie all’apporto di decine e decine di cittadini, commercianti, liberi professionisti, medici ed imprenditori che hanno contribuito a trasformare una emergenza in un modello di accoglienza e di integrazione.

Nel corso della lezione sono intervenuti il dottor Davide Furlanis della Croce Rossa Italiana che ha relazionato sul monitoraggio della salute degli ospiti, le cui uniche sofferenze fisiche erano quelle legate alla fatica del viaggio;  l’insegnante Teonilla Dal Mas che con alcune colleghe ha curato dei corsi di alfabetizzazione italiana resi più difficoltosi dalle diversissime provenienze geografiche degli alunni e la signora Alida  Bragatto che ha portato la testimonianza delle tante mamme che sono accorse per prendersi cura soprattutto dei più giovani.

A spiegare chi sono questi richiedenti asilo la testimonianza di (in video) di Mario Nanni, emigrato italiano in Germania e da li inviato in Libia che ha raccontato le condizioni disumane a cui erano costretti i lavoratori asiatici, in particolari i bengalesi, ed africani in quel paese e un documnetario di Mauro Merosi, giornalista RAI, sulle piaghe che affliggono le popolazioni del Sahel a cui appartengono la maggior parte dei profughi della palestra.

Il momento più significativo è stata il racconto, di due dei “Ragazzi della Palestra”: Israfil del Bangladesh e Mamadou del Mali. Ne sono uscite storie di miseria e di violenza che hanno toccato profondamente l’uditorio. “

Portogruaro: i Ragazzi della Palestra all’Università della Terza Età

Mercoledì 21 0ttobre, alle ore 15, le tradizionali due ore di lezione dell’Università della Terza Età del Portogruarese saranno dedicate ad un incontro con il Comitato per i “Ragazzi della Palestra”. Una esperienza che ha proiettato Portogruaro all’attenzione nazionale nell’ambito dell’emergenza-profughi: problema che ha interessato tutto il Paese con reazioni molto differenti da città a città, anche in Veneto. Se ne sono interessati con interviste e servizi tutti i principali media: dalla Rai, al Corriere della Sera, a Repubblica web, a Famiglia Cristiana. “Ne è uscita – sottolinea il presidente dell’UTE Alessio Alessandrini, l’immagine di una Città ricca di associazioni di volontariato capaci di dare una risposta positiva ad un problema che presentava risvolti di pericolo sociale, fino ad innescare in alcune realtà anche vicine reazioni di intolleranza e di violenza”. Tutto ciò non è accaduto a Portogruaro grazie all’opera quotidiana di molte persone che hanno incanalato il fenomeno nei binari di una gestione condivisa e rassicurante, in parallelo e in stretta collaborazione con la Prefettura di Venezia. “Non se ne è fatta – prosegue Alessandrini- un’occasione ideologica di buonismo e di accoglienza a tutti i costi, si è voluto tener conto delle preoccupazioni che parte della popolazione poteva nutrire per la presenza dei profughi in città, senza polemiche e contrapposizioni: questo ha da subito disarmato tutti coloro che potevano approfittare della situazione per inscenare manifestazioni di dissenso e di rigetto”. Qual è stata la strategia complessiva adottata? Quali sono state le concrete iniziative che hanno portato a questo lusinghiero risultato tanto da indicare l’esperienza di Portogruaro come un modello di accoglienza? Cosa ha dato la nostra società a questi ragazzi ma cosa ha anche ricevuto in cambio? Sono tutti temi che verranno trattati e discussi mercoledì in villa comunale con la partecipazione di Roberto Soncin, il coordinatore del Comitato (di cui fanno parte 21 associazioni tra cui l’Università della Terza Età), il dott. Davide Furlanis volontario della Croce Rossa Italiana, Teonilla Dal Mas insegnante volontaria nei corsi di italiano per i Ragazzi della Palestra e alcuni dei ragazzi africani ed asiatici, richiedenti asilo, che hanno  imparato ad apprezzare Portogruaro e con essa il nostro Paese. Nel corso della lezione sarà proiettato il video “la Libia di Mario” realizzato da Elia Frate con la testimonianza di Mario Nanni, emigrante italiano in Libia e il documentario “Sahel, un nuovo Afghanistan” prodotto dal giornalista Mauro Merosi per Rai News.

 

I Bangla di Annone Veneto

Da alcuni giorni 14 ragazzi originari del Bangladesh, tratti in salvo nel Mediterraneo dalle navi della Marina Militare Italiana e fatti sbarcare ai primi di luglio a Lampedusa, sono ospitati in una abitazione di Via Svevo ad Annone Veneto. Provenivano tutti dalla Libia e sono stati per quasi due mesi nella palestra dell’Istituto Luzzatto di Portogruaro. Ora vivranno ad Annone Veneto fino a quando le autorità preposte decideranno se hanno diritto o meno ad una forma di protezione internazionale. Le associazioni del volontariato del Comitato I ragazzi della Palestra di Portogruaro e quelle di Annone Veneto si sono subito attivate per fare in modo che questo periodo di convivenza possa produrre una reciproca piacevole conoscenza. In effetti anche per Annone Veneto, il Comune con la più alta percentuale di immigrati (34 le nazionalità di provenienza) di tutto il Portogruarese i bengalesi sono una novità assoluta. Per questo motivo è stato organizzato per venerdì prossimo 2 ottobre, presso il Centro Civico l’incontro pubblico “Conosci il Bangladesh”a cui parteciperanno il sindaco, Ada Toffolon, e Mirko Sossai della Comunità di Sant’Egidio di Padova. “Presenteremo – anticipano i responsabili del volontariato- la realtà sociale ed economica del Bangladesh, il paese di origine di questi ragazzi che sono emigrati giovanissimi in Libia per lavorare e da dove invece sono dovuti scappare a seguito del conflitto civile in corso e dei maltrattamenti subiti. A questo proposito sarà proiettato anche un breve filmato, girato da Elia Frate, con la testimonianza di un lavoratore italiano da molti anni immigrato in Libia. Siamo certi che i richiedenti asilo bengalesi sapranno farsi ben volere da tutti gli annonesi. Già in queste prime settimane di convivenza molte persone si sono avvicinate e, dopo averli conosciuti, hanno compreso che si tratta di giovani gentili e sempre ben disposti verso gli altri”. Nelle prossime settimane sono in programma anche altre iniziative per una migliore conoscenza della cultura del Bangladesh, uno dei paesi più popolosi del mondo, tra i più poveri e colpito da innumerevoli tragedie. Nel corso della iniziativa sarà ricordato anche Cesare Tavella, il cooperante italiano, assassinato brutalmente qualche giorno a a Dacca e la cui uccisione è stata rivendicata dall’Isis.