Portogruaro 8 maggio: festa della Mamma con Roksolana

Si svolgerà domenica prossimo 8 maggio la Festa della Mamma immigrata, un evento che si ripete dal 2008 e che negli ultimi anni è stato promossa dalla Associazione Culturale Ucraina Roksolana di Portogruaro e non a caso: la comunità ucraina del portogruarese è la prima per numero di madri emigrate e lontane dalle loro famiglie, figli inclusi. La festa, che sarà ospitata nell’Aula Magna dell’Istituto Bertolini di via Livenza in Portogruaro, prenderà avvio alle ore 14.00 con un fitto programma di canti, musiche e balli della sterminata tradizione popolare ucraina.
Si esibiranno il Coro Roksolana accompagnato da Oksana Yanechko (violino), Viktor Khromyuk (fisarmonica) Nadiya Lyulchak (bandura, antico strumendo), Kseniya Lyulchak (flauto e fisarmonica). A seguire le canzoni di Vira Malanchak e del Trio Olga, Maria e Lubov. Video e immagini a cura di Irina Hrysckevych. Presentano Olena Poplavska e Andriy Galiarnyk con l’assistenza tecnica di Sydor Roman.
Il presidente di Roksolana, Andriy Galyarnyk, spiega che le finalità della festa sono quelle di offrire un momento di serenità alle donne e mamme lontane dalle loro famiglie “una condizione che in questi anni è diventata ancora più dolorosa a causa della guerra in corso ai confini con la Russia che continua a fare vittime e a impoverire il nostro Paese”.
Festa della mamma 2016x

URIME PAVARЁSIA! A Concordia Sagittaria la Festa per l’Indipendenza del Kosovo

Il 17 febbraio 2008, dopo una dolorosa guerra interna che provocò l’esodo di quasi un milione di persone, il Kosovo proclamò la sua indipendenza. Anche quest’anno la comunità locale degli immigrati kosovari del Portogruarese ha festeggiato ricorrenza con una festa che si è svolta sabato 27 febbraio a Concordia Sagittaria.
Nel Portogruarese, come in tutto il Veneto, i cittadini provenienti dal piccolo stato balcanico (2 milioni di abitanti, di cui mezzo milione residenti nella capitale Pristina) in gran parte come profughi fuggiti dalla guerra, sono molto numerosi: nel 2014 la comunità contava su circa 200 persone negli 11 Comuni del Portogruarese e in circa 13mila nella intera regione.
L’iniziativa, che è stata promossa dall’associazione Kosova in collaborazione con la Migranti della Venezia Orientale onlus, ha visto la partecipazione alla cena sociale di 150 persone, tra cui anche alcune famiglie albanesi.
“La nostra festa per l’indipendenza- spiega Sami Binakaj, presidente della associazione Kosova- è all’insegna della pace, della convivenza tra le diverse etnie e culture che compongono il nostro paese e che sono rappresentate dalle 6 stelle della nostra bandiera (albanesi, serbi, turchi, rom, bosniaci e gorani) , di rispetto per le diverse fedi religiose e contro il fondamentalismo terrorista. Pensando al nostro futuro guardiamo all’Unione Europea come la nostra casa comune”.
Alla festa di Concordia Sagittaria ha partecipato anche il gruppo artistico dell’associazione “Bashkimi Kombetare” di Bassano del Grappa. Il gruppo, composto da 15 ragazzi in abiti tradizionali, ha eseguito danze e canti popolari del Kosovo. Danze e canti sono stati eseguiti anche dai bambini e dai ragazzi della associazione Kosova.
Il Vicesindaco di Concordia Sagittaria,Erica Chinellato, ha portato i saluti della Amministrazione Comunale.

Le foto della festa si possono trovare nella pagina di Facebook di AMVO onlus

Portogruaro. Una giornata per non dimenticare l’Ucraina

Le feste della comunità ucraina di Portogruaro sono sempre ricche di emozioni, di lacrime come di risate, di malinconia come di allegria. Così è stato anche oggi, nella Giornata di Beneficenza pro- Ucraina organizzata dalla associazione culturale Roksolana.
Obiettivo della iniziativa, che si è svolta all’Oratorio Pio X di Portogruaro, come ha spiegato il presidente Andriyi Galyarnyk, raccogliere fondi per aiutare i propri concittadini che, a causa del conflitto in corso con i separatisti del Donbass sostenuti militarmente dal governo russo, sono fuggiti nella parte occidentale del paese: quasi un milione di profughi interni, molti dei quali hanno subito la distruzione della propria abitazione, la perdita del lavoro e vittime tra i famigliari.
I canti del Coro Roksolana, accompagnato da Viktor Khromyuk (fisarmonica e pianoforte) e da Oksana Yanechko (violino) che hanno introdotto i temi della nostalgia per la patria, delle preoccupazioni per la guerra, della commozione per le vittime ma anche l’orgoglio per la propria storia, raccontata dalle vyshyvanka e dai rushnyk: le camicie e i teli ricamati, diversi da regione e regione, vietati ai tempi della URSS e quindi diventati bandiere e simboli della identità nazionale negata.
Una pagina che si chiude con la canzoni di pace del duo (madre e figlia) Nadiya e Kseniya Lyukchak che aprono quella festosa e spensierata con le musiche scherzose kolomyki eseguite con bandura e fisarmonica.
Poi si ride con le storielle comiche ambientate nelle campagne, i cori festosi e le canzoni tradizionali del matrimonio che danno il via al rinfresco con il borsch (la zuppa di rape rosse, da gustare anche con la panna acida) e i perogi (i tortellini di patate) ed una varietà infinita di tartine dai gusti robusti.
Una festa che si conclude con la torta per i dieci anni della associazione Roksolana (l’atto costitutivo è datato 16 dicembre 2005) che, come ricorda la sua prima presidente, Oksana Zadorozhna, sono passati velocemente per questa comunità di immigrati composta in gran parte di donne che convivono nella case di molti italiani lavorando come badanti.

tutte le foto della festa sono nella nostra pagina di Facebook >https://www.facebook.com/pages/Noi-Migranti/436422819745057

Annone Veneto. La comunità islamica dona un presepio al sindaco

“Questo presepe è un dono simbolico con cui la nostra associazione intende esprimere i propri auguri di Buon Natale al sindaco e a tutti i cittadini di Annone Veneto”. Con queste parole Bouchaib Tanji, presidente del Centro Culturale Islamico Assalam (La Pace) ha consegnato oggi pomeriggio ad Ada Toffolon una Sacra Famiglia in abiti arabi come nella tradizione dei presepi.

La cerimonia si è svolta nella sede Municipale alla presenza della Giunta Comunale. Con Tanji una delegazione di musulmani di diverse nazionalità: italiani, marocchini e burkinabè.

L’iniziativa di Annone si accompagna al messaggio di auguri che le comunità islamiche del Veneto hanno mandato “a tutti gli uomini di buona volontà e specialmente ai fratelli cristiani” tramite le pagine dei quotidiani regionali. Tra i primi firmatari l’associazione Assalam e la Federazione Islamica del Veneto presieduta dallo stesso Tanji che ha anche sottolineato come il giorno scelto per donare il presepio non sia causale: oggi i musulmani ricordano la nascita del Profeta Muhammad (in italiano Maometto).

Un messaggio e un dono che il sindaco ha fatto proprio sottolineando come, tra i suoi molti significati, il presepe esprime anche il rispetto della fede degli altri, come spiega la sua origine. “Il primo – ha spiegato Toffolon riprendendo le storia del Santo di Assisi – fu infatti costruito da San Francesco, al suo ritorno ad Assisi dopo un viaggio in Palestina. Nel 1219, nel pieno del periodo delle Crociate, Francesco fu ricevuto dal sultano d’Egitto, il musulmano Malik al Kamil che lo accolse, lo ascoltò e gli diede il permesso di visitare i luoghi della vita di Gesù. Tra questi la grotta di Betlemme dove, secondo i Vangeli, è nato il Messia. Tornato ad Assisi, Francesco, in occasione del Natale la ricostruisce con gli animali”. Facendo riferimento al terrorismo fondamentalista il sindaco ha anche ribadito che “gli uomini di buona volontà sono quelli che operano per la pace”.

L’associazione Assalam ha anche fatto dono al sindaco alcuni libri sull’Islam. “Conoscerci meglio è l’unico modo per superare le divisioni e sentirci più vicini ” ha commentato l’imam Kamel Layhaci che ha concluso la breve ma intensa cerimonia facendo gli auguri a tutti i presenti.
Unanime il ringraziamento alla Associazione Migranti della Venezia Orientale da sempre impegnata nel sostegno al dialogo interreligioso e per la libera espressione delle diverse fedi.

Portogruaro: due giornata importanti per i migranti

Portogruaro: sono stati due giorni intensi per gli immigrati di Portogruaro, oltre 2.000 persone provenienti da 70 diversi Paesi del mondo.
Ieri, nel corso della Giornata della Solidarietà, l’Amministrazione Comunale di Portogruaro ha premiato il progetto di accoglienza ed integrazione dei Ragazzi della Palestra presentato da AMVO onlus assieme ad altre associazioni componenti i Comitato di Coordinamento dei volontari. Nel corso della cerimonia, che si è svolta nella Sala Consiliare del Palazzo Municipale, il Sindaco Maria Teresa Senatore ha annunciato la decisione di ricoscere il valore del progetto e l’erogazione di un contributo economico a sostegno dei costi di realizzazione. Alla iniziativa hanno partecipato anche i richiedenti asilo attualmente ospitati a Portogruaro.
Questa mattina invece le comunità degli immigrati di Portogruaro ed i loro rappresentati hanno affollato la stessa Sala Consiliare per il primo incontro ufficiale con la nuova amministrazione comunale. L’iniziativa, promossa dal Comune di Portogruaro in collaborazione con AMVO onlus e’ stata l’occasione per le reciproche presentazioni.
L’assessore Toffolo ha anticipato la volontà dell’Ammistrazione Comunale di organizzare per il prossimo 2 Giugno, Festa della Repubblica, una festa dedicata ai migranti.
I responsabili della Migranti onlus hanno illustrato l’attività svolta dalla fine agli anni ’90 ad oggi e in particolare l’impegno sul fronte della albetizzazione e dell’insegnamento della lingua italiana ai cittadini stranieri su cui ha svolto una breve relazione la prof. Pierina Secondin. Dopo i canti natalizi e di pace del coro ucraino Roksolana, i rappresentanti di Kosovo e Albania Sami Binakaj, del mondo islamico e del Marocco BouchaibTanji, dell’Ucraina Andriy Galyarnik, della repubblica di Moldova Galia Minchevici, del Mali Maimouna Cissè e uno dei richiedenti asilo hanno portato il saluto delle loro comunità e gli auguri di Buone Feste a tutti i presenti.
L’incontro si è concluso con le foto sotto l’albero di Natale di Piazza Repubblica e con dolci e the del Marocco preparati dalle donne dell’associazione Assalam.

le foto dell’evento sono su Facebook Noi-Migranti

Faccia a faccia con i profughi: incontro a San Stino di Livenza domenica 13 dicembre 2015

A San Stino di Livenza vivono e lavorano, ben integrati, oltre 1.400 cittadini stranieri, immigrati da quasi 60 diversi paesi del mondo appartenenti a tutti i continenti.
Alcuni di loro sono arrivati agli inizi degli anni ’90 come profughi, scappati dalle guerre della ex Jugoslavia. Un centinaio, le badanti, vive e dorme in casa con persone anziane o disabili.
La scorsa estate però, quando si è ventilato l’ipotesi (peraltro senza alcun fondamento) che anche a San Stino sarebbero arrivati i profughi del Mediterraneo, non pochi cittadini si sono spaventati.
“Eppure – commentano i volontari che si occupano di loro- queste persone non hanno nulla di diverso da tutti gli altri immigrati con i quali lavoriamo insieme, mandiamo i figli a scuola, e a cui facciamo assistere i nostri anziani. Provengono dalle stesse nazioni, addirittura dalle stesse regioni e città. Il fatto è che questa volta si è scatenata una campagna mediatica che li ha dipinti come invasori, approfittatori e delinquenti”.
Dove però si è riusciti guardarsi in faccia, a conoscerci, tutto questo timore si è sciolto come neve al sole e, anzi, la solidarietà ha sopravanzato il pregiudizio. Come è stato a Portogruaro con i cd Ragazzi della Palestra, diventati un caso nazionale di buona accoglienza.
Nella Sala Consigliare del Municipio saranno alcuni di questi stessi profughi e volontari a raccontare le loro storie personali e collettive e a rispondere alle domande del pubblico con il supporto anche di testimonianze video e reportage.
“Invitiamo soprattutto ai sanstinesi che sono rimasti spaventati o preoccupati da questo fenomeno, anche se magari, non hanno mai visto in faccia un profugo, ad essere presenti. Questo incontro è dedicato soprattutto a loro, perché non è giusto che debbano vivere male per motivi inesistenti”.
Tra i testimoni anche il dottor Davide Furlanis, volontario della Croce Rossa Italiana, e per lunghi anni medico condotto a La Salute di Livenza.

Ritorno alla palestra: gli studenti del Luzzatto incontrano i profughi

E’ un incontro molto speciale quello che si svolgerà sabato prossimo, 12 dicembre, nell’Aula Magna dell’Istituto Luzzatto di Portogruaro: i rappresentanti di classe e gli studenti del corso socio-sanitario, in totale circa 160 studenti- si troveranno a tu per tu con i ragazzi profughi che nella scorsa estate furono ospiti nella palestra di Via della Resistenza.
L’iniziativa rientra un percorso di incontri con le comunità locali organizzato dal Comitato di Coordinamento del Volontariato (21 le associazione aderenti) finalizzati ad una corretta conoscenza del fenomeno del profugato e alla conoscenza diretta dei richiedenti asilo.
“Già negli incontri con l’Università della Terza Età di Portogruaro, con la cittadinanza di Annone Veneto e con gli studenti del Liceo Marco Belli, abbiamo avuto modo di constatare – sottolineano i responsabili del Comitato- che questi “faccia a faccia” sono molto utili per tutti coloro che vi partecipano perché, mettendo in primo piano la conoscenza diretta, la corretta informazione, permettono da una parte di superare pregiudizi e paure immotivate e dall’altra di favorire una maggiore volontà di integrazione e partecipazione”.
Quello del Luzzatto è però un incontro molto speciale: i ragazzi che frequentato l’Istituto Luzzatto come studenti non hanno finora mai avuto l’occasione di incontrarsi con quegli altri ragazzi (e tra questi numerosi quelli coetanei) che hanno invece “abitato” la palestra da luglio ai primi di settembre.
La formula dell’iniziativa è molto semplice: alcuni richiedenti asilo racconteranno la loro storia personale ed in particolare le vicende che li hanno spinti a tentare la traversata del Mediterraneo con i cosiddetti “barconi”. Ad integrare il loro racconto alcuni brevi video con interviste a lavoratori italiani immigrati in Libia e un reportage sull’Africa Sub-sahariana. Infine la testimonianza dei volontari della palestra ed in particolare del dott. Davide Furlanis, medico volontario della Croce Rossa Italiana di Portogruaro.

Portogruaro. Il terrorismo fondamentalista ignora il Corano ed è fuori dall’Islam

La Marsigliese, eseguita dal giovane tenore Fabian Falcomer (genitori francesi di origine italiana), ha dato avvio alla manifestazione organizzata dalle associazioni islamiche e dalle comunità marocchine del Veneto contro il terrorismo fondamentalista e di solidarietà alle vittime della strage di Parigi e di Bamako per le quali, Bouchaib Tanji, presidente della Federazione Islamica del Veneto ha recitato in arabo ed in italiano “l’Aprente” la prima preghiera del Corano.
Poi si sono succeduti gli interventi degli esponenti religiosi che si sono ritrovati tutti nella affermazione di Papa Francesco per cui utilizzare il nome di Dio per compiere atti di violenza è una bestemmia. Il rabbino capo della comunità ebraica di Venezia, Scialom Bahbout, che ha invitato i musulmani a fare terra bruciata attorno ai fondamentalisti citando il pastore luterano Niemoeller, grande oppositore di Hitler “Quando vennero gli ebrei e i neri, distolsi gli occhi…”. Molto applaudito dal pubblico – composto da musulmani e non che hanno riempito la sala del Municipio di Portogruaro- il senegalese Modou Diop “L’Islam è uno solo, ed è la religione di un dio misericordioso, compassionevole e di pace. Il fondamentalismo è il suo esatto contrario”. Per Don Davide Corba, Caritas diocesana “La religione non divide le famiglie, certamente le distingue, ma non contrappone e certamente non genera violenza. E’ compito nostro impedire che i terroristi riescano a mettere gli uni contro gli altri”. Un pensiero fatto proprio anche da Padre Igor Baranovschi della Chiesa Ortodossa Romena “Sappiamo che l’Islam, come tutte le religioni, è pace non violenza. I musulmani devono impegnarsi ancora di più”.
Ouidad Bakkali, assessore alla cultura del Comune di Ravenna, di famiglia marocchina, colpita da un grave lutto, ha inviato un suo contributo scritto che è stato letto da una giovane universitaria “Ero al Bar Carillon venerdì 13, in attesa che si liberasse un tavolo al Petit Cambodge. Sono cominciate le mitragliate, continue, infinite. Sono convinta che mai come ora bisogna usare le parole con delicatezza perché aggiungere paura dove già c’è panico significa sottrarre libertà.”
Onofrio Rota, segretario della Cisl, ha ribadito l’impegno del sindacato a sviluppare in Veneto il dialogo con il mondo musulmano “a cominciare dalle migliaia dei nostri iscritti che praticano questa fede e ha espresso il sostegno della sua organizzazione alla proposta di regolamentazione delle moschee presentata alla Regione dalla Federazione Islamica del Veneto”. Abdallah Kherzraji animatore del festival Italo- Marocchino che da alcuni anni si svolge nelle principali città del Veneto ha sostenuto la necessità che i musulmani arabi si riapproprino della loro storica cultura che il fondamentalista ha in odio. A conclusione della manifestazione Bouchaib Tanji ha invitato le famiglie musulmane a curare l’educazione dei figli, a far conoscere l’Islam come religione di amore e di solidarietà, aperta a tutti e lontana da ogni violenza. Anche le moschee devono tenere le porte spalancate”.

Scialom Bahbout
Ouidad Bakkali

Portogruaro. Je suis muslim, Je suis parisien

Le associazioni islamiche del Veneto rappresentate nella Federazione Islamica Regionale e il Comitato di Coordinamento delle associazione marocchine del Triveneto hanno promosso, in collaborazione con l’Associazione Migranti della Venezia Orientale e il Comune di Portogruaro , una manifestazione di condanna del fondamentalismo islamico e di solidarietà con le vittime degli attentati del 13 novembre.
La manifestazione “Je suis parisien, je suis musulman” si svolgerà sabato 21 novembre dalle ore 16.00 alle ore 18.00 presso la Sala Consigliare del Municipio di Portogruaro.
Nel corso della iniziativa prenderanno la parola: Don Davide Corba responsabile della Caritas per la Diocesi di Concordia Pordenone; Padre Igor Baranovschi Parrocchia San Saba di Portogruaro della Chiesa Ortodossa Romena; Ouidad Bakkali, nata in Marocco è oggi Assessore alla Cultura, Pubblica Istruzione e Infanzia del Comune di Ravenna; Onofrio Rota Segretario generale aggiunto Cisl Veneto, Abdallah Kherzraji Vice- presidente della Consulta Regionale del Veneto per l’Immigrazione; Modou Diop Presidente dei Coordinamento Cittadinanza Attiva di Treviso; Bouchaib Tanji Presidente Federazione Islamica Veneto. Il Rabbino Capo della Comunità di Venezia Dott. Scialom Bahboutla, in considerazione del sabato, invierà un proprio messaggio scritto.
“Le nostre associazioni – sottolinea Bouchaib Tanji, presidente della Federazione Islamica del Veneto – sono da sempre impegnante a contrastare il fondamentalismo che avvelena la nostra fede. Ancora di più da quando è diventato la base ideologica di organizzazioni criminali che tentano di giustificare così quelle azioni criminali e sanguinose con cui hanno posto o tentato di porre sotto il loro controllo alcuni paesi e dall’altra di imporre il terrore anche in Europa”.
Significativo l’intervento alla manifestazione di Ouidad Bakkali, originaria del Marocco e oggi assessore alla Cultura e Pubblica Istruzione a Ravenna dopo una esperienza come componente il Parlamento dei Giovani Europei. Il 13 novembre sera era a Parigi, seduta ad un tavolo del Bar Le Carillon di fronte al Petit Cambodge dove i terroristi hanno sparato raffiche di kalashnikov facendo 15 morti e 10 feriti gravissimi. Lei, gettatasi a terra, è rimasta incolume.
La città di Portogruaro è già stata sede di importanti mobilitazioni dei musulmani contro il terrorismo islamista: dalla manifestazione “Islam è pace” subito dopo gli attentati di Parigi del gennaio scorso a quella del 22 marzo “il Bardo siamo noi” svoltasi davanti al Museo Archeologico della città.
La Federazione Islamica del Veneto ha presentato (settembre 2014) al Presidente Zaia nel corso di un incontro a Palazzo Balbi una proposta dettagliata per la regolamentazione dell’attività dei centri culturali e delle moschee in Veneto. Scuola di formazione per gli imam, sermoni e attività sociale in internet, adesione alla Carta del valori, rendicontazione pubblica delle risorse, questi requisiti per ottenere un riconoscimento ufficiale.

Al Liceo Belli il bello dell’accoglienza

Sabato 21 novembre prossimo gli 80 allievi rappresentanti di classe del Liceo delle Scienze Umane Marco Belli di Portogruaro incontrano i Ragazzi della Palestra, così sono stati chiamati i 54 profughi richiedenti asilo che questa estate sono stati ospitati presso la palestra di un altro istituto scolastico cittadino, l’ISIS Luzzatto.
Un incontro organizzato in piena sintonia con il Belli proprio per le sue caratteristiche di scuola che si occupa delle scienze umane e quindi anche dei fenomeni delle immigrazioni e del profugato.
Si tratterà quindi di una lezione molto speciale, dove i “docenti” saranno sia alcuni dei ragazzi fuggiti dalla Libia in guerra, raccolti in mare dalla Marina Militare Italiana e quindi sbarcati nello scorso mese di luglio nei porti della Sicilia (Lampedusa e Pozzallo) che i volontari che hanno prestato loro assistenza nei circa due mesi di permanenza nella palestra.
Questo con il Belli è il primo degli incontri con le scuole superiori di Portogruaro che il Comitato dei volontari (costituito e sostenuto da 21 associazioni locali) si è prefisso di realizzare nei prossimi mesi per completare un programma di iniziative finalizzato ad una informazione diretta sulla realtà dei richiedenti asilo e su quello che accaduto in città durante l’estate.
Nelle scorse settimane si sono già svolti, con grande partecipazione di pubblico, incontri con l’Università della Terza Età di Portogruaro, con la cittadinanza di Portogruaro ed il Presidente della Commissione Parlamentare d’Inchiesta on. Gennaro Migliore e con la cittadinanza di Annone Veneto dove sono oggi ospitati 14 giovani bengalesi già presenti nella palestra del Luzzatto.
“L’incontro diretto, l’ascolto delle storie personali, il guardarsi in faccia – spiegano i responsabili del Comitato- scioglie ogni diffidenza e supera ogni pregiudizio. Sia i cittadini che i richiedenti asilo ne escono rasserenati e positivamente coinvolti: è il bello dell’accoglienza”.